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Dr. Disrespect lancia il suo studio di videogiochi!

Aggiornamento: 30 dic 2021

Riconoscerlo è facile: baffi, parrucca e occhiali da sole. Questi elementi sono bastati per renderlo fin da subito un personaggio di successo, portandolo a vincere il titolo di “Streamer of the Year” per due volte di fila. Ed è pronto a portare alla luce il suo studio videoludico.



Midnight Society: questo il nome dello studio di videogiochi di Dr. Disrespect. Sarà uno studio Tripla A e ad affiancarlo vedremo Robert “Fourzerotwo” Bowling e Quinn DelHoyo, entrambi molto conosciuti. Mentre il primo ha iniziato la sua carriera nelle vesti di community manager di Call of Duty in Infinity Ward (acquisita da Activision, è la casa di sviluppo principale dei giochi CoD), diventandone poi il Creative Strategist, DelHoyo, da parte sua, ha all’attivo un numero infinito di collaborazioni (con ultimo proprio Halo Infinite). Tra gli altri ci sono Sumit Gupta (co-fondatore), Ryan Thompson (ingegnere di gioco), Eric Hallquist (concept artist) e HB Duran (marketing).



Eppure, non sembrerebbe una grande novità nella vita di Herschel Beahm - vero nome di Dr. Disrespect -, visto che ha già collaborato con il mondo videoludico per la Sledgehammer Games come level designer per Call of Duty: Advanced Warfare, con la creazione di alcune mappe, e che aveva da tempo fatto girare voci di volersi mettere in proprie e sviluppare nuovi giochi. Proprio con alle spalle giochi come Cod e Halo, si spera di riuscire a portare alla nascita di un nuovo gioco multiplayer PvP costruito con Unreal Engine 5. Non ci sono tuttavia molte informazioni, se non voci sulla voglia di poter collaborare con i migliori creator per spingere al meglio il nuovo prodotto, con l’accesso anticipato per la community che aiuterà a far evolvere il gioco in base alle loro necessità.



"La mia visione è creare giochi che sfidano il modello editoriale unico e premiare tutti quei fan e influencer che li rendono un successo. Sono così entusiasta di mostrare a tutti ciò che abbiamo pianificato" ha infatti aggiunto lo streamer.






Ribaltiamo le carte in tavola sul modello di sviluppo di videogiochi tradizionale e abbracciamo la ‘Day Zero Community’. Ciò significa includere i nostri giocatori fin dall’inizio. Potrebbe essere per testare i tempi di ricarica e o il rinculo in un poligono di tiro; o fare qualche salto nelle prime sessioni PVP in assoluto - queste le parole che ci arrivano direttamente dal sito.








Cosa ne pensate?

Potrebbe essere un progetto interessante?

Potrebbe catturare la vostra attenzione?

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(Realizzato da Giulia Silvestri)

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