Firestarter Jam 2026: cinque nuovi prototipi indie italiani da scoprire
Una settimana per trasformare un'idea in videogioco
La Firestarter Jam 2026, organizzata da AIV – Accademia Italiana Videogiochi e altri curatori, ha riunito sviluppatori, artisti e narrative designer dal 28 settembre al 2 ottobre. Il principio è semplice: in pochi giorni bisogna definire un'idea, creare una demo giocabile e presentarla. La partecipazione era possibile a Roma, Milano oppure da remoto, anche per chi non studia all'accademia.
Il 13 ottobre la pagina ufficiale dell'evento su itch.io mostra 17 progetti registrati e una fase di votazione ancora aperta. Si tratta in gran parte di prototipi da game jam, non di videogiochi commerciali già pronti per il lancio. Proprio per questo permettono di osservare idee e soluzioni creative nel loro primo stadio.
Keep In Order: un horror fatto di attenzione
Keep In Order di Emanuele Buschel è un breve horror punta-e-clicca in pixel art per Windows. Il giocatore osserva gli ambienti, cerca i particolari che cambiano, confronta fotografie Polaroid e ricostruisce indizi dalle note raccolte. Al posto di un combattimento frenetico ci sono attenzione, memoria e inquietudine crescente. Buschel indica nella scheda del gioco il proprio contributo a game design, level design e technical design.
ChatBot_AIV.O v2: la game jam diventa una storia
In ChatBot_AIV.O v2, Nicopol immagina il giocatore nei panni di un assistente virtuale incaricato di aiutare i partecipanti a una game jam. Richieste da soddisfare, archivi da consultare e pacchi da consegnare complicano progressivamente la giornata. È un'avventura narrativa punta-e-clicca sviluppata in quattro giorni con Visionaire Studio. Secondo l'autore, testi, dialoghi e menu sono per ora soltanto in italiano.
One More Fire: prima il piano, poi il caos
One More Fire, sviluppato da un gruppo guidato da giorbot, alterna una fase strategica a una più frenetica. Si pianificano percorsi di intervento per spegnere gli incendi in città, poi si affrontano minigiochi durante le emergenze. Gli autori hanno interpretato il tema Organized Disaster facendo convivere organizzazione e imprevisti all'interno dello stesso gioco.
L.O.A.D. e Catocalypse: robot e gatti
L.O.A.D., di BiscottiAlCacao e Leongitss, è un prototipo Windows con esplorazione, enigmi e grafica 3D low-poly. Il protagonista è il robot G.V.09, addestrato per affrontare diverse emergenze in un porto. Catocalypse, di GnaGnaMaster, Damian-Biesiekierski e Laura Falcone, punta invece sull'umorismo: il giocatore controlla un gatto che ha un minuto per seminare il disordine in una casa e ottenere il maggior numero di punti possibile. Due interpretazioni lontanissime della stessa sfida creativa.
La fase dei Firestarter Awards
Il programma prevede selezioni locali per Roma, Milano e i partecipanti online. Nel corso di ottobre gli organizzatori intendono scegliere una Top 8 complessiva e assegnare premi aggiuntivi per design, grafica, funzionalità, narrativa, originalità e interpretazione del tema. Non riportiamo vincitori non confermati: la pagina dell'evento non indica ancora una data definitiva per la cerimonia conclusiva.
Dagli indie ai simboli collezionabili di The Signal
Una game jam dimostra che poche regole e immagini possono già dare identità a un mondo. In un altro medium, The Signal di Smart GFX sviluppa un universo narrativo attraverso card, monete da collezione, streetwear e opere per parete su canvas, carta incorniciata e alluminio, secondo disponibilità nello shop. ORIGIN, per esempio, racconta una storia anche su un capo di abbigliamento. Il collegamento è editoriale: Smart GFX non è affiliata alla Firestarter Jam né agli sviluppatori citati.
Fonte principale
Le informazioni sui singoli videogiochi provengono dalle pagine ufficiali degli sviluppatori linkate sopra. Verificato il 13 ottobre 2026.





































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