The Old Flesh of Nuraga: l’horror indie italiano che porta la mitologia sarda su Steam
C’è un pezzo d’Italia che sta diventando sempre più interessante da osservare nel panorama indie, e The Old Flesh of Nuraga ne è un esempio perfetto. Il gioco di Studio Ortica è arrivato su Steam il 27 agosto 2026 con una proposta molto precisa: un horror psicologico breve, narrativo e in prima persona, costruito attorno a un rapporto familiare disturbante e a un mondo fantasy ispirato alla mitologia sarda.
A poche settimane dal lancio, il titolo si è già ritagliato una piccola ma evidente attenzione. Su Steam le recensioni degli utenti risultano “Molto positive”, con oltre il 90% di valutazioni favorevoli, mentre il prezzo italiano è fissato a 3,99 euro. Numeri piccoli rispetto ai blockbuster, certo, ma proprio per questo interessanti: siamo davanti a un progetto compatto che cerca identità, atmosfera e idee invece della scala produttiva.
Che cos’è The Old Flesh of Nuraga
The Old Flesh of Nuraga è sviluppato e pubblicato direttamente da Studio Ortica. La premessa ci porta in un deserto disseminato di rovine antiche, dove il protagonista viaggia insieme al nonno. Sotto la sabbia si nascondono reliquie inquietanti e, mentre la ricerca procede, il confine tra archeologia, superstizione e follia inizia a sgretolarsi.
Il fulcro narrativo è proprio il nonno. Non è soltanto il personaggio che accompagna l’avventura: è il motore emotivo del gioco. Le sue convinzioni diventano sempre più ossessive e le reliquie che vuole riportare alla luce sembrano legate a qualcosa di molto più antico e pericoloso. Il risultato è un horror che lavora più sulla tensione e sul dubbio che sull’azione pura.
La scelta più interessante, però, è l’immaginario. Studio Ortica non ha costruito l’ennesimo horror genericamente lovecraftiano: il mondo di Nuraga prende ispirazione dalla mitologia sarda, rielaborandola in chiave fantasy e cosmica. È un elemento che dà al progetto una personalità immediatamente riconoscibile e che lo distingue da molti altri horror indipendenti presenti su Steam.
Gameplay: scavare, osservare e decidere
L’esperienza ruota attorno all’esplorazione in prima persona e alla ricerca delle reliquie. Si scava, si osservano gli oggetti ritrovati, si ascoltano dialoghi e si cerca di capire cosa stia realmente accadendo. Il gioco è descritto dagli stessi sviluppatori come un horror “a caccia di tesori”, ma il bottino non è mai neutrale: ogni scoperta aggiunge un altro pezzo al mistero e aumenta il peso delle decisioni.
Le scelte hanno conseguenze e il gioco prevede più finali. Non aspettatevi quindi un walking simulator completamente passivo. Il rapporto con il nonno, il modo in cui reagiamo alle sue richieste e ciò che decidiamo di fare con quello che troviamo diventano parte della costruzione narrativa.
Un altro aspetto importante è la durata: Steam indica un’esperienza di circa una o due ore. È una scelta produttiva interessante. Studio Ortica concentra il progetto in una singola sessione, evitando riempitivi e puntando su ritmo, atmosfera e finale. Per chi ha poco tempo ma vuole provare qualcosa di diverso, può essere un vantaggio enorme.
Chi è Studio Ortica
Dietro The Old Flesh of Nuraga c’è Studio Ortica, realtà indie italiana con base a Torino. Lo studio è nato nel 2025 da sviluppatori con esperienza precedente nel settore AA e si presenta con una filosofia molto chiara: creare giochi piccoli, fortemente narrativi e orientati all’horror.
Il team comprende Nicola Dau, Luca Folino e Samuele Petrucci. Prima di Nuraga ha già pubblicato progetti come Loan Shark, Birds Watching e Dark Reality, costruendo progressivamente una propria identità fatta di esperienze brevi, strane e volutamente concentrate.
Questa continuità è forse l’aspetto più promettente. Nel mercato indie è facile trovare un singolo progetto interessante; più raro è vedere uno studio che riesce a costruire un linguaggio riconoscibile gioco dopo gioco. Studio Ortica sembra voler seguire proprio questa strada.
Perché questo indie italiano merita attenzione
La scena italiana ha bisogno anche di progetti come questo: non necessariamente enormi, ma capaci di esportare idee, immaginari e riferimenti culturali che altrove semplicemente non esistono. Usare la mitologia sarda come base per un horror psicologico non è soltanto una scelta estetica; è anche un modo per trasformare materiale locale in qualcosa di comprensibile e curioso per un pubblico internazionale.
Il prezzo di 3,99 euro rende poi l’ingresso molto semplice. Non stiamo parlando di un titolo da decine di ore, e il gioco non cerca di fingere il contrario. È un’esperienza breve e consapevole della propria dimensione, cosa che può renderlo particolarmente adatto a chi segue gli indie per scoprire idee insolite senza impegnarsi in campagne lunghissime.
Anche la risposta iniziale su Steam è un segnale da non ignorare. Un giudizio utenti sopra il 90% positivo nelle prime settimane non trasforma automaticamente un gioco in un successo commerciale, ma indica che il pubblico che lo sta acquistando sembra aver capito e apprezzato la proposta.
A chi può piacere
The Old Flesh of Nuraga può essere particolarmente interessante per chi ama horror psicologici, esperienze narrative in prima persona, folklore e mitologia, giochi brevi da completare in una serata e produzioni indipendenti con un’identità forte. Chi cerca combattimenti continui o decine di ore di contenuti probabilmente non è il pubblico giusto; chi invece vuole atmosfera e una storia compatta potrebbe trovare qualcosa di molto più curioso.
Il punto di Smart-GFX
Per la nuova sezione Indie Italiani di Smart-GFX vogliamo partire proprio da titoli di questo tipo. Non soltanto giochi già enormi o progetti che hanno alle spalle campagne milionarie, ma studi italiani che stanno costruendo qualcosa di riconoscibile e che meritano uno spazio editoriale prima di diventare, eventualmente, il nome del momento.
The Old Flesh of Nuraga è disponibile su PC tramite Steam. Se il progetto vi incuriosisce, potete trovare sulla pagina ufficiale anche la demo e il Supporter Pack. Continueremo a seguire Studio Ortica e altri team italiani nelle prossime settimane: la sensazione è che ci sia molto più movimento nella scena indie nazionale di quanto normalmente emerga dalle homepage dedicate solo ai grandi publisher.
Fonti principali: pagina Steam ufficiale di The Old Flesh of Nuraga e canali ufficiali di Studio Ortica.





































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